Le garanzie nella compravendita di una società: come funzionano

Chi compra quote o azioni non è tutelato in automatico sul patrimonio della società: servono garanzie nel contratto. Come si scrivono, come si limitano e quanto durano.

6 min di lettura

Le garanzie nella compravendita di una società: come funzionano

Chi compra le quote o le azioni di una società è tutelato sul valore del patrimonio sociale soprattutto dalle garanzie scritte nel contratto: secondo l’orientamento della Cassazione, senza garanzie specifiche il compratore ha tutele molto limitate se emergono debiti nascosti o beni che valgono meno del previsto. Per questo le garanzie sono il cuore del contratto di compravendita di una società.

In questa guida vediamo la differenza tra garanzie legali e contrattuali, come funzionano dichiarazioni, garanzie e indennizzi, a cosa servono franchigie e massimali, come si usano prezzo differito, deposito a garanzia (escrow) ed earn-out (prezzo legato ai risultati futuri), ed entro quando si può agire.

In breve

  • Garanzie legali: nella vendita di partecipazioni coprono soprattutto esistenza e titolarità delle quote; il patrimonio della società è solo l’oggetto indiretto dell’acquisto.
  • Garanzie contrattuali: il venditore dichiara fatti precisi su bilancio, debiti, contratti, lavoro e fisco, e ne risponde se non sono veri.
  • Limiti: franchigie e massimali circoscrivono l’indennizzo, ma non coprono il dolo o la colpa grave del venditore (art. 1229 c.c.).
  • Tempi: il contratto dovrebbe fissare durata delle garanzie e modalità di denuncia, per evitare discussioni sui termini brevi della vendita (art. 1495 c.c.).

Garanzie legali o contrattuali: cosa copre la legge?

Nella compravendita di una società l’oggetto diretto è la partecipazione, cioè la quota o le azioni; il patrimonio della società (immobili, crediti, magazzino, debiti) ne è solo l’oggetto indiretto. Da qui l’orientamento della Cassazione: le carenze del patrimonio contano, per annullare il contratto per errore o risolverlo per mancanza di qualità (art. 1497 c.c.), solo se il venditore ha dato garanzie specifiche, oppure se ha ingannato il compratore con raggiri (dolo, art. 1439 c.c.).

Le garanzie di legge assicurano quindi soprattutto che le quote esistano, appartengano al venditore e siano libere da pegni o vincoli. Tutto ciò che riguarda la salute dell’impresa va scritto nel contratto, ed è lì che entrano in gioco le garanzie contrattuali.

Cosa sono dichiarazioni, garanzie e indennizzi?

Le dichiarazioni e garanzie, in inglese representations and warranties, sono affermazioni del venditore su fatti precisi dell’impresa: il bilancio è corretto, non ci sono debiti fiscali oltre a quelli indicati, i dipendenti sono inquadrati regolarmente, non ci sono cause oltre a quelle elencate, i marchi appartengono alla società.

Se una dichiarazione si rivela falsa, scatta di solito un obbligo di indennizzo: il venditore deve tenere indenne il compratore, o la società, dalle perdite che ne derivano. Accanto alle garanzie generali si prevedono indennizzi specifici per i rischi già noti, emersi durante la due diligence, cioè le verifiche preventive: una verifica fiscale in corso, una causa con un ex dipendente.

Le eccezioni alle garanzie si elencano in allegati o in una lettera di informativa (disclosure letter): ciò che vi è dichiarato, di regola, non si può contestare dopo. Conviene anche chiarire se il compratore può far valere una garanzia su fatti che conosceva comunque.

Franchigie e massimali: come si limita l’indennizzo?

Il venditore cerca di contenere la propria esposizione con tre strumenti:

  • Soglia minima per singola pretesa (de minimis): sotto un certo importo la singola violazione non si indennizza.
  • Franchigia complessiva (basket): l’indennizzo scatta solo quando le perdite superano una soglia totale; si concorda se poi si paga tutto dal primo euro o solo l’eccedenza.
  • Massimale (cap): l’importo massimo che il venditore può dover pagare, spesso più alto per le garanzie fondamentali, come la titolarità delle quote.

Questi limiti nascono dalla trattativa e la legge non ne fissa i valori. Un limite però c’è: è nullo il patto che esclude o limita in anticipo la responsabilità per dolo o colpa grave (art. 1229 c.c.). Chi ha nascosto consapevolmente un debito non può ripararsi dietro la franchigia.

Prezzo differito, escrow ed earn-out: come si protegge il pagamento?

Una garanzia vale quanto la solidità di chi la presta. Per questo si legano parti del prezzo alle garanzie:

  • Prezzo differito: una quota si paga dopo la chiusura e può essere compensata con gli indennizzi dovuti.
  • Escrow (deposito a garanzia): una somma resta depositata presso una banca o un altro terzo, che la libera secondo istruzioni concordate.
  • Earn-out (prezzo legato ai risultati): una parte del prezzo dipende dai risultati futuri della società, come fatturato o margine; servono regole chiare su calcolo e gestione dell’impresa nel frattempo, anche con patti tra soci se il venditore resta nella compagine.
  • Garanzie di terzi: fideiussione bancaria o assicurativa a copertura degli indennizzi.

Ci sono poi i meccanismi di aggiustamento del prezzo. Con il sistema dei conti alla chiusura (closing accounts) il prezzo si ricalcola su una situazione patrimoniale riferita al giorno in cui le quote passano di mano. Con il sistema a «scatola chiusa» (locked box) il prezzo è fissato su un bilancio di riferimento e il venditore garantisce che da allora non siano usciti valori dalla società, ad esempio con dividendi o pagamenti a soggetti a lui collegati.

Entro quando si fa valere una garanzia?

Il contratto dovrebbe sempre dire quanto durano le garanzie e come si denuncia una violazione: forma, termine dalla scoperta, informazioni da fornire. Di solito le garanzie generali durano un periodo limitato, mentre quelle fiscali e previdenziali seguono i termini entro cui l’amministrazione può ancora contestare.

Se il contratto tace, la questione si complica. Le norme sulla vendita prevedono termini brevi: denuncia entro otto giorni dalla scoperta e prescrizione in un anno dalla consegna (art. 1495 c.c.), richiamati anche per la mancanza di qualità promesse (art. 1497 c.c.). In una pronuncia del 2014 la Cassazione ha però escluso questi termini per le clausole con cui il venditore si impegna a tenere indenne il compratore da passività emerse dopo, trattandole come obbligazioni autonome soggette alla prescrizione di dieci anni (art. 2946 c.c.); molto dipende però da come è scritta la clausola. Termini scritti in modo chiaro evitano il problema.

Le liti sulla compravendita di partecipazioni spettano alle sezioni specializzate in materia di impresa, il cosiddetto Tribunale delle imprese, che in Sicilia ha sede a Palermo e a Catania, salvo che il contratto preveda un arbitrato.

Domande frequenti

Senza garanzie nel contratto, chi compra una società resta senza tutela?

Non del tutto, ma la tutela è ridotta. Restano le garanzie sulla titolarità delle quote e l’annullamento se il venditore ha usato raggiri; per debiti o perdite emersi dopo, senza garanzie specifiche è difficile ottenere qualcosa.

L’earn-out conviene a chi vende?

Può convenire quando il venditore crede nel potenziale dell’impresa e l’acquirente non vuole pagarlo tutto subito. Il rischio è che i risultati dipendano dalle scelte del nuovo proprietario: servono regole su calcolo, gestione e informazioni periodiche.

Le garanzie servono anche nella cessione d’azienda?

Sì: anche nella cessione d’azienda si usano dichiarazioni, garanzie e indennizzi su contratti, dipendenti e debiti. Cambia il punto di partenza, perché lì si acquistano direttamente i beni e la legge regola già debiti, contratti e crediti.

Le garanzie non si copiano da un modello: si costruiscono sui rischi emersi nelle verifiche e sugli accordi presi fin dalla lettera d’intenti. Per esaminare un contratto di compravendita di quote o azioni potete rivolgervi allo Studio a Palermo o a Mussomeli.

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

Un articolo offre un orientamento generale. Per sapere come le norme si applicano alla tua situazione, lo studio esamina fatti e documenti e ti indica le strade percorribili, con tempi e costi.