Tribunale per le famiglie, nuovo rinvio a ottobre 2027: cosa cambia

Il nuovo tribunale unico per famiglia e minori slitta a ottobre 2027: fino ad allora restano competenti il tribunale ordinario e il tribunale per i minorenni.

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Tribunale per le famiglie, nuovo rinvio a ottobre 2027: cosa cambia

Il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, il nuovo ufficio giudiziario previsto dalla riforma Cartabia, non partirà nell’ottobre 2026: l’articolo 3 del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, convertito dalla legge 7 agosto 2026, n. 145, ne ha rinviato l’avvio di un altro anno, all’ottobre 2027.

Per chi deve affrontare una separazione, un divorzio o una causa sull’affidamento dei figli la notizia ha un effetto pratico immediato. Per almeno un altro anno le domande continuano a essere presentate agli uffici di oggi, cioè al tribunale ordinario e al tribunale per i minorenni, con le regole processuali già in vigore dal 2023.

In breve

  • Secondo il testo oggi vigente, il nuovo tribunale entrerà in funzione cinque anni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Cartabia (17 ottobre 2022): quindi nell’ottobre 2027.
  • Il rinvio è disposto dall’art. 3, comma 3, del D.L. 100/2026, convertito dalla legge 145/2026, che modifica l’art. 49 del D.Lgs. 149/2022.
  • Fino ad allora restano competenti il tribunale ordinario, il tribunale per i minorenni e il giudice tutelare.
  • Il rito unico per le cause di famiglia (artt. 473-bis e seguenti del codice di procedura civile) si applica già dal 28 febbraio 2023 e non cambia.

Cosa cambia

Il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, attuativo della riforma Cartabia, ha istituito un ufficio giudiziario unico per le cause sullo stato e la capacità delle persone, sulla famiglia, sulle unioni civili, sulle convivenze e sui minori. L’obiettivo è superare la frammentazione attuale, in cui la stessa famiglia può trovarsi davanti a giudici diversi a seconda della domanda che propone.

La partenza del nuovo tribunale è però fissata dall’articolo 49 del decreto a una certa distanza dalla sua pubblicazione. Il termine originario era di due anni, cioè ottobre 2024; è stato poi allungato più volte, da ultimo con il decreto-legge 8 agosto 2025, n. 117, che lo aveva portato a quattro anni. Il D.L. 100/2026 sostituisce ora le parole «quattro anni» con «cinque anni»: il nuovo ufficio slitta all’ottobre 2027.

Nel preambolo il Governo motiva la proroga con la necessità di completare le misure organizzative per assicurare la piena funzionalità degli uffici giudiziari interessati. In concreto servono magistrati, personale amministrativo e locali per le nuove sezioni.

Come sarà organizzato il nuovo tribunale

  • Sezione distrettuale, nel capoluogo di ogni distretto di corte d’appello, con giudici in composizione collegiale: si occuperà, tra l’altro, di adozioni, reati commessi da minorenni e reclami.
  • Sezioni circondariali, presso ogni sede di tribunale ordinario, con giudice monocratico: tratteranno separazioni, divorzi e affidamento dei figli.

In Sicilia le sezioni distrettuali avranno sede a Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta, città delle quattro corti d’appello dell’isola, mentre ogni tribunale del distretto ospiterà una sezione circondariale.

Chi riguarda

Il rinvio interessa chiunque debba rivolgersi a un giudice per questioni familiari: coniugi che si separano o divorziano, genitori non sposati che chiedono di regolare affidamento e mantenimento dei figli, parti di un’unione civile, familiari che chiedono la nomina di un amministratore di sostegno. Riguarda anche avvocati, servizi sociali e consulenti che lavorano con gli uffici minorili.

Per tutti vale la stessa conclusione: fino all’ottobre 2027 gli uffici competenti restano quelli di oggi. Separazioni, divorzi e cause sull’affidamento si propongono al tribunale ordinario. Adozioni e provvedimenti sulla responsabilità genitoriale, come quelli che portano alla decadenza del genitore, restano di regola al tribunale per i minorenni, salvo che tra gli stessi genitori sia già in corso una causa di separazione, divorzio o affidamento davanti al tribunale ordinario. Tutele e amministrazioni di sostegno rimangono al giudice tutelare.

Da quando

Il D.L. 100/2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 134 del 12 giugno 2026. La legge di conversione 7 agosto 2026, n. 145, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell’8 agosto 2026. Nel testo oggi vigente l’articolo 49 del D.Lgs. 149/2022 stabilisce che le norme sul nuovo tribunale abbiano effetto decorsi cinque anni dalla pubblicazione del decreto, avvenuta il 17 ottobre 2022, e si applichino ai procedimenti introdotti dopo quella data.

Per i giudizi già avviati lo stesso articolo detta regole di passaggio. I procedimenti pendenti davanti al tribunale per i minorenni proseguiranno davanti alla sezione distrettuale. Le cause civili pendenti davanti al tribunale ordinario resteranno invece a quest’ultimo e passeranno alla sezione circondariale solo se ancora aperte al 1° gennaio 2030.

Resta fermo il rito unico per le cause di famiglia, applicato ai procedimenti avviati dal 28 febbraio 2023 (art. 35 del D.Lgs. 149/2022). È questo rito che consente, per esempio, di proporre nello stesso ricorso la domanda di separazione e quella di divorzio, e che valorizza l’ascolto del minore.

Cosa fare adesso

Il rinvio non cambia i diritti delle parti, ma incide sull’organizzazione della causa. Alcune indicazioni pratiche:

  1. Non attendere il nuovo tribunale per avviare una causa necessaria o urgente: uffici competenti e procedure restano quelli attuali.
  2. Individuare l’ufficio giusto: nelle cause che riguardano i figli minori conta di regola il luogo in cui il minore vive abitualmente; un ricorso depositato davanti all’ufficio sbagliato fa perdere tempo.
  3. Preparare la documentazione: redditi, spese sostenute per i figli e comunicazioni tra i genitori servono per chiedere un assegno di mantenimento equilibrato e per le decisioni sull’affidamento.
  4. Tenere conto di possibili nuove modifiche: la data di avvio è già slittata più volte e il quadro va ricontrollato prima di ogni scelta processuale.

Ogni situazione familiare ha tempi e priorità propri. Per una valutazione del vostro caso potete rivolgervi allo Studio Legale Di Carlo, nelle sedi di Palermo e di Mussomeli: trovate recapiti e orari nella pagina sedi e contatti.

Fonti

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

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