L’esclusione da un concorso pubblico o una graduatoria ritenuta sbagliata si contestano, di regola, con un ricorso al TAR entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esclusione o dalla pubblicazione della graduatoria. In alternativa, contro gli atti definitivi, si può proporre entro 120 giorni un ricorso straordinario.
In questa guida trovi chi decide, come si calcolano i termini, perché conviene chiedere subito gli atti, quali errori della commissione si possono far valere e come si svolge il giudizio, con le particolarità della Sicilia.
In breve
- Le liti sulle procedure concorsuali per l’assunzione nelle pubbliche amministrazioni spettano al giudice amministrativo (art. 63, comma 4, D.Lgs. 165/2001).
- Il ricorso al TAR va notificato entro 60 giorni; il ricorso straordinario, alternativo, entro 120 giorni.
- Nei concorsi regolati dal D.P.R. 487/1994, compresi quelli di Regioni ed enti locali, la graduatoria è pubblicata sul portale inPA e sul sito dell’ente: da quella data decorrono i termini per impugnarla (art. 15, comma 6).
- In Sicilia si ricorre al TAR di Palermo o alla sezione di Catania; l’appello va al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana.
Chi decide: TAR o giudice del lavoro?
Le controversie sulle procedure concorsuali per l’assunzione nelle pubbliche amministrazioni sono attribuite al giudice amministrativo (art. 63, comma 4, del D.Lgs. 165/2001). Rientrano qui il bando, le esclusioni, lo svolgimento delle prove, la valutazione dei titoli e l’approvazione della graduatoria.
Dopo l’approvazione della graduatoria, invece, le liti sul diritto all’assunzione, per esempio sullo scorrimento, spettano di regola al giudice ordinario del lavoro. Il confine non è sempre netto e va verificato caso per caso.
Il TAR competente dipende dall’ente che ha bandito il concorso e dal territorio interessato. Per i concorsi della Regione Siciliana, dei Comuni e delle aziende sanitarie decidono il TAR di Palermo o la sezione staccata di Catania. Per i concorsi statali con effetti su tutto il territorio nazionale è di regola competente il TAR del Lazio.
Entro quando si impugnano esclusione, bando e graduatoria?
Il termine è di 60 giorni e decorre dalla notifica o comunicazione dell’atto o da quando se ne è avuta piena conoscenza. Ogni atto, però, ha il suo momento:
- esclusione: va impugnata subito, entro 60 giorni dalla comunicazione, senza attendere la graduatoria finale;
- bando: le clausole che impediscono di partecipare, come un requisito ritenuto illegittimo, si impugnano entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando; le altre si contestano insieme all’atto che le applica;
- graduatoria: per i concorsi regolati dal D.P.R. 487/1994 è pubblicata contestualmente sul portale inPA e sul sito dell’amministrazione, e da quel giorno decorrono i termini per l’impugnazione.
Il ricorso straordinario, alternativo al TAR, si propone entro 120 giorni: per gli atti della Regione e degli enti locali siciliani si rivolge al Presidente della Regione. I termini del ricorso al TAR sono sospesi dal 1° al 31 agosto, ma non nella fase cautelare, cioè per le richieste urgenti. Per orientarti con le date puoi usare il calcolo delle scadenze, lasciando la verifica finale all’avvocato.
Perché conviene chiedere subito l’accesso agli atti?
Per capire se c’è un errore bisogna vedere i documenti. Con una richiesta di accesso agli atti il candidato può ottenere i verbali della commissione, i criteri di valutazione fissati prima delle prove, i propri elaborati corretti e le schede di valutazione dei titoli.
Secondo un orientamento consolidato, il candidato può vedere anche le prove e i titoli degli altri concorrenti, in particolare di chi lo precede in graduatoria: chi partecipa a un concorso accetta che il proprio lavoro sia messo a confronto con quello degli altri.
L’amministrazione ha 30 giorni per rispondere, ma la richiesta di accesso non sospende il termine per il ricorso. Se i documenti arrivano tardi, si notifica comunque il ricorso entro i 60 giorni e, dopo averli esaminati, si possono aggiungere nuove censure con i cosiddetti motivi aggiunti.
Quali errori della commissione si possono contestare?
La commissione esercita una discrezionalità tecnica, cioè valuta sulla base di competenze specialistiche: il giudice non può rifare la correzione e sostituire il proprio giudizio a quello degli esaminatori. Può però annullare le valutazioni manifestamente illogiche, irragionevoli o basate su fatti errati. I motivi più ricorrenti sono:
- requisiti e titoli: un’esclusione per un requisito che in realtà c’era, o un titolo non valutato o calcolato male;
- criteri: criteri non fissati prima della correzione o applicati in modo diverso tra i candidati;
- commissione: componenti in conflitto di interessi o composizione non conforme alle regole;
- anonimato: prove scritte rese riconoscibili prima della correzione;
- quesiti: domande a risposta multipla con soluzione errata o ambigua.
Per l’orientamento consolidato del Consiglio di Stato, il voto solo numerico è una motivazione sufficiente, purché la commissione abbia fissato in anticipo criteri adeguati. Per questo il ricorso deve individuare un vizio preciso e dimostrabile, non un semplice disaccordo sul voto.
Come si svolge il ricorso: i passaggi pratici
- Annota le date di comunicazione dell’esclusione o di pubblicazione della graduatoria.
- Chiedi gli atti e raccogli bando, domanda di partecipazione e comunicazioni ricevute.
- Fai valutare il caso a un avvocato, che individuerà i vizi, il TAR competente e i controinteressati.
- Notifica e deposito: il ricorso va notificato all’amministrazione e ad almeno un controinteressato, cioè un candidato che sarebbe danneggiato dall’accoglimento; se sono molti, il TAR può autorizzare la notifica per pubblici proclami, di solito sul sito dell’ente.
- Misura cautelare: nei casi urgenti si può chiedere, per esempio, l’ammissione con riserva alle prove successive, come nel caso raccontato nell’articolo sulla specializzazione in medicina generale.
Se accoglie il ricorso, il TAR annulla l’atto e l’amministrazione deve rinnovare la valutazione o riformulare la graduatoria. Contro le sentenze dei TAR siciliani l’appello si propone al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, non al Consiglio di Stato. Costi e tempi sono descritti nella guida al ricorso al TAR.
Domande frequenti
Devo aspettare la graduatoria per contestare l’esclusione?
No. L’esclusione produce subito i suoi effetti e va impugnata entro 60 giorni dalla comunicazione. Se si aspetta la graduatoria, il termine può essere già scaduto.
Posso fare ricorso per pochi punti in graduatoria?
Sì, se quei punti cambiano concretamente la tua posizione, per esempio perché ti farebbero rientrare tra i vincitori o tra gli idonei utili all’assunzione. Senza un vantaggio reale il ricorso è inammissibile.
Se vinco il ricorso vengo assunto automaticamente?
Non sempre. Il TAR annulla l’atto illegittimo e l’amministrazione deve rivalutare la tua posizione rispettando la sentenza; se non lo fa, si può chiedere il giudizio di ottemperanza. L’esito finale dipende da quanto l’errore incideva sul risultato.
Nei concorsi i termini sono brevi e molto si gioca sui documenti. Se sei stato escluso o ritieni errato il tuo punteggio, puoi contattare lo studio a Palermo o a Mussomeli per un esame tempestivo degli atti.



