Un’aspirante specializzanda in medicina generale ricorre al Tar e vince. Per i medici in possesso di determinati requisiti, la legge prevede un accesso diretto ai corsi di specializzazione in medicina generale. Questi medici non devono partecipare alla graduatoria di ammissione.
Su questo principio si è basato il ricorso proposto per una dottoressa. Gli avvocati hanno impugnato i provvedimenti relativi all’avviso pubblico per l’ammissione in soprannumero, cioè oltre i posti messi a concorso, al corso triennale di formazione specifica in medicina generale. L’obiettivo era ottenere per la dottoressa l’accesso diretto al corso, senza passare dal concorso.
La decisione del TAR di Palermo
La dottoressa, difesa dagli avvocati Sandro Di Carlo e Giancarlo Pellegrino, ha ottenuto l’immediata ammissione al corso in soprannumero già nella fase cautelare, cioè d’urgenza, del giudizio. Il TAR di Palermo l’ha disposta prima con decreto presidenziale e poi con ordinanza collegiale.
Il collegio ha ritenuto plausibili le argomentazioni della ricorrente. Ha riconosciuto anche una situazione di estrema gravità e urgenza, perché le lezioni erano già iniziate.
La sentenza che ha chiuso il giudizio ha confermato questi provvedimenti. Accogliendo il ricorso, il Tar Palermo ha confermato l’esistenza di un regime favorevole per i medici con determinati requisiti. Per questi medici, infatti, la legge non subordina a un limite numerico l’ammissione in soprannumero ai corsi di formazione specifica in medicina generale.



