Concorsi, prova orale: le domande vanno estratte a sorte, non scelte

Il Consiglio di Stato ha annullato la prova orale di un concorso comunale perché i candidati sceglievano una busta numerata invece di estrarre a sorte le domande.

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Concorsi, prova orale: le domande vanno estratte a sorte, non scelte

Il Consiglio di Stato, Sezione quinta, con la sentenza n. 4308 pubblicata il 28 maggio 2026, ha annullato la prova orale di un concorso per agenti di polizia municipale di un Comune del Molise perché le domande non erano state estratte a sorte: ogni candidato sceglieva una busta numerata tra quelle preparate dalla commissione. Per i giudici scegliere una busta non equivale a un sorteggio, e la differenza è di sostanza, non di forma.

La sentenza interessa chi partecipa a un concorso pubblico e vuole sapere quali irregolarità della prova orale si possono far valere. E riguarda le commissioni di Regione, Comuni e aziende sanitarie, anche in Sicilia, che organizzano gli orali con sistemi ritenuti «equivalenti» al sorteggio.

In breve

  • Nei concorsi pubblici i quesiti dell’orale sono fissati dalla commissione subito prima della prova e proposti a ciascun candidato previa estrazione a sorte (art. 12 del d.P.R. 487/1994, rimasto invariato su questo punto dopo la riforma del 2023).
  • Far scegliere al candidato una busta numerata non è un’estrazione a sorte e rende illegittima la valutazione.
  • Non serve dimostrare favoritismi o fughe di notizie: basta la violazione della regola.
  • Nel caso deciso sono stati annullati la prova orale e la graduatoria, e il Comune è stato condannato alle spese.

Il caso

Il concorso, bandito all’inizio del 2020, riguardava dieci posti di agente di polizia municipale. Per la prova orale, svolta nel 2022, la commissione aveva preparato 65 buste chiuse, numerate da 1 a 65, ciascuna con tre domande. Ogni candidato indicava una busta e rispondeva ai quesiti che conteneva. Dai verbali non risultava come fossero stati abbinati i numeri alle buste.

Una candidata, che all’orale aveva ottenuto 15 punti su 30 contro i 21 necessari per superarlo, ha impugnato la graduatoria. Il TAR del Molise ha respinto il ricorso e la candidata ha proposto appello al Consiglio di Stato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello, riformato la sentenza di primo grado e accolto il ricorso originario insieme ai motivi aggiunti. Il sistema adottato dalla commissione, osservano i giudici, era diverso da quello previsto dalla norma: le domande si estraggono, non si scelgono.

Il vizio non riguarda soltanto l’esame della ricorrente. La violazione della regola sul sorteggio rende illegittima l’intera operazione di valutazione dell’orale, con effetti sulla graduatoria. Il Comune è stato condannato a rimborsare le spese di giudizio. Secondo la stampa locale, dopo la sentenza l’ente ha riconvocato i candidati per una nuova prova orale, mantenendo in servizio in via provvisoria gli agenti già assunti.

Il principio affermato

L’art. 12 del d.P.R. 487/1994, il regolamento generale sui concorsi pubblici, stabilisce che la commissione, subito prima di ciascuna prova orale, determini i quesiti per ogni materia e che questi siano proposti a ciascun candidato «previa estrazione a sorte». La regola serve a garantire imparzialità, trasparenza e parità di trattamento tra i concorrenti, principi che discendono dall’art. 97 della Costituzione.

Con il sorteggio l’abbinamento tra candidato e domande è affidato al caso e non si può prevedere né orientare. Con la scelta di una busta numerata, invece, la casualità dipende da come sono stati attribuiti i numeri e da chi li conosce; se questa operazione non è verbalizzata, nessuno può controllare che sia stata corretta. Per questo il Consiglio di Stato considera la violazione radicale e insanabile, senza che il candidato debba dimostrare un concreto favoritismo.

Cosa cambia in pratica

Per i candidati la sentenza offre un criterio semplice per verificare la regolarità dell’orale. Chi ha dubbi può:

  1. chiedere l’accesso ai verbali della commissione, in particolare a quelli della seduta in cui sono state preparate le domande e delle sedute d’esame, come spiegato nella guida all’accesso agli atti;
  2. controllare le modalità di assegnazione dei quesiti: sorteggio effettivo, buste numerate, domande poste a voce dalla commissione;
  3. rispettare i termini: il ricorso al TAR contro la graduatoria va notificato entro 60 giorni dalla pubblicazione, anche se i documenti non sono ancora arrivati; per le date può aiutare il calcolo delle scadenze.

Per le amministrazioni il messaggio è altrettanto netto: il sorteggio va fatto davvero e ogni passaggio va verbalizzato. Un vizio procedurale di questo tipo può travolgere la graduatoria anche anni dopo, con conseguenze per i vincitori già assunti.

Attenzione al regolamento applicabile: la Regione Siciliana, i Comuni e le aziende sanitarie possono avere discipline proprie o rinviare a quella statale, per cui prima di contestare una prova occorre leggere il bando e il regolamento dell’ente. In Sicilia i ricorsi si propongono al TAR di Palermo o alla sezione di Catania e l’appello va al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana. Tempi, controinteressati e misure cautelari sono spiegati nella guida su come impugnare l’esclusione o la graduatoria.

Domande frequenti

Se le domande non sono state estratte a sorte, l’orale va sempre rifatto?

Se il ricorso è accolto, l’amministrazione deve rinnovare la prova rispettando le regole. Serve però un ricorso tempestivo: se la graduatoria non viene impugnata nei termini, diventa inoppugnabile anche se la procedura era viziata.

Devo dimostrare che qualcuno conosceva le domande in anticipo?

No. Secondo il Consiglio di Stato la mancata estrazione a sorte è di per sé causa di illegittimità, perché priva la procedura delle garanzie previste dalla norma. Non occorre provare favoritismi.

Il voto dell’orale deve essere motivato per esteso?

Di regola no: per un orientamento consolidato il punteggio numerico è una motivazione sufficiente se la commissione ha fissato in anticipo criteri di valutazione adeguati. È un profilo diverso da quello deciso in questa sentenza, che riguarda il modo in cui sono assegnate le domande.

Ogni concorso ha regole e documenti propri, da esaminare prima di decidere se agire. Per una valutazione del caso concreto potete contattare lo Studio nelle sedi di Palermo e Mussomeli indicate nella pagina sedi e contatti.

Fonti

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

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