Dopo la separazione dei genitori, i figli sono obbligati a vedere il padre? Per rispondere bisogna partire da un principio generale. Ogni figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Ha anche diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti.
Quando una coppia si separa, però, i figli diventano spesso terreno di scontro e strumento di ricatto tra i genitori. Dovrebbero restare neutrali nella crisi tra padre e madre, ma quasi sempre finiscono per schierarsi con uno dei due. Di solito non lo fanno dopo una valutazione personale, lucida e consapevole. Seguono piuttosto un riflesso condizionato, voluto o no, dal genitore con cui vivono.
Gli obblighi del genitore con cui vivono i figli
Il genitore convivente, di solito la madre, ha l’obbligo di favorire gli incontri e il diritto di visita del padre. Deve anche adoperarsi per superare le eventuali resistenze dei bambini.
Il genitore presso cui vivono i figli è chiamato “genitore collocatario”. Se ostacola il diritto di visita dell’altro genitore o l’affidamento condiviso, l’altro può rivolgersi al giudice. Può chiedere un provvedimento che faccia cessare la condotta illecita, oppure la modifica o la revoca delle regole sull’affidamento.
Il giudice può modificare i provvedimenti sull’affidamento già in vigore, fino a cambiare la collocazione dei figli o a revocare l’affidamento condiviso. In base all’art. 473-bis.39 c.p.c., introdotto dalla riforma Cartabia al posto del vecchio art. 709-ter, può inoltre adottare nei confronti del genitore responsabile, anche insieme, queste misure:
- l’ammonimento;
- il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione o ritardo nell’esecuzione dei provvedimenti del giudice (art. 614-bis c.p.c.);
- una sanzione amministrativa pecuniaria da 75 a 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende;
- il risarcimento dei danni, a carico di un genitore, nei confronti del figlio minore o dell’altro genitore.
Si può arrivare perfino al processo penale. La legge prevede infatti un reato specifico per chi elude l’esecuzione di un provvedimento del giudice civile sull’affidamento di minori o di altre persone incapaci.
Il figlio minorenne può rifiutare di vedere il padre?
Capita, però, che siano i figli stessi a non voler partecipare agli incontri con il genitore. Il bambino trova ogni volta una scusa per non vedere il papà, fa capricci, piange e non vuole stare da solo con lui. Ci si chiede allora se la madre debba comunque affidarlo all’ex, nonostante la volontà contraria del figlio.
Cosa ha deciso la Cassazione
Una risposta è arrivata dalla Cassazione con un’ordinanza che conferma un orientamento già seguito in passato. Secondo la Corte, il genitore non collocatario non può imporre al figlio minorenne di stare con lui se il figlio rifiuta categoricamente ogni rapporto. Al massimo può rivolgersi al tribunale, perché il giudice chieda l’intervento dei servizi sociali e favorisca il recupero del rapporto affettivo.
Prima di decidere, il giudice dispone una consulenza tecnica sul minore. Serve a capire le ragioni del rifiuto: se dipende da motivi personali o dall’influenza della madre. Se al termine il minore risulta del tutto chiuso, il tribunale può tutt’al più sospendere le visite tra genitore e figlio. Ai servizi sociali spetta il compito di seguire la situazione e favorire la ripresa dei rapporti.
Secondo la Cassazione, i rapporti affettivi non si possono imporre, perché per loro natura sono incoercibili. Il compito delle istituzioni è piuttosto quello di favorire, attraverso i servizi sociali, la normalizzazione del rapporto tra padre e figlio.
I figli maggiorenni possono decidere di non vedere il padre?
Sì. Una volta maggiorenni, i figli possono decidere tutto ciò che riguarda la loro vita. Il tribunale non può imporre loro alcun obbligo di residenza o di visita.
Innanzitutto, il figlio maggiorenne può scegliere con quale genitore vivere. Finché è minorenne, invece, la decisione spetta all’accordo dei genitori o, in mancanza, al tribunale, che deve comunque ascoltare il minore.
Lo stesso vale se il figlio maggiorenne non vuole vedere il padre. Sarebbe eticamente e moralmente auspicabile un comportamento diverso, e anche la madre dovrebbe aiutarlo a superare eventuali pregiudizi. Il ragazzo, però, non può essere obbligato a vedere l’altro genitore.



