I nonni hanno il diritto di vedere i nipoti? Quando i genitori si separano, a farne le spese non sono solo i figli, ma spesso anche i nonni. Per loro diventa più difficile vedere i nipoti, soprattutto se tra marito e moglie i rapporti si interrompono del tutto.
Il tema è sempre delicato. Da un lato i nonni sono parenti diretti dei nipoti. Dall’altro la legge riconosce sempre «l’ultima parola» ai genitori, che però hanno l’obbligo di preservare i rapporti significativi del figlio anche con i parenti dell’altro ramo della famiglia.
È lecito quindi chiedersi: esiste un diritto dei nonni a vedere e frequentare i nipoti?
Cosa prevede l’art. 317 bis del codice civile
Il codice civile dedica ai nonni un articolo specifico, il 317 bis. La norma prevede: «Gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. L’ascendente al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore».
Gli «ascendenti» sono i parenti in linea retta che precedono una persona, come i nonni. In pratica, il nonno può rivolgersi al tribunale e chiedere al giudice di adottare i provvedimenti più adatti a tutelare l’interesse del nipote.
A decidere sulle controversie relative al diritto di visita dei nonni è il Tribunale per i minorenni. Se il minore ha compiuto 12 anni, il giudice dispone che venga ascoltato. Può ascoltare anche un minore più giovane, se lo ritiene capace di discernimento, cioè di comprendere la situazione.
Il tribunale può accertare che l’allontanamento del nipote dal nonno danneggia il bambino. In questo caso può obbligare i genitori a organizzare incontri dedicati con i nonni.
Il diritto di visita dei nonni nell’Unione europea
Anche l’Unione europea ha riconosciuto il diritto di visita ai nonni nei confronti del nipote minorenne, dopo il divorzio o la separazione dei genitori.
Il regolamento europeo sulla responsabilità genitoriale, infatti, non garantisce solo ai genitori la possibilità di continuare a frequentare il figlio. Secondo la Corte di giustizia dell’Unione europea (sentenza del 31 maggio 2018, causa C-335/17, Valcheva) la nozione di «diritto di visita» comprende anche quello dei nonni nei confronti dei nipoti. La sentenza riguardava il regolamento (CE) n. 2201/2003, detto «Bruxelles II bis». Dal 1° agosto 2022 si applica il regolamento (UE) 2019/1111, detto «Bruxelles II ter», che definisce il diritto di visita in termini analoghi.
Quando il giudice nega il diritto di visita ai nonni
Ci sono però sentenze di segno opposto. Il Tribunale di Venezia, per esempio, ha stabilito che dopo la separazione o il divorzio dei genitori al nonno non spetta un vero e proprio diritto di visita, con giorni e orari dedicati solo a lui. Gli spetta solo una «frequentazione residuale»: può vedere il nipote quando il bambino si trova con il genitore dello stesso ramo familiare.
La sentenza parte da un presupposto: l’unico interesse da tutelare è quello del minore. Se frequentare i nonni non risponde a questo interesse, il ricorso dei nonni va respinto.
Secondo questa pronuncia, il rapporto dei nonni con i nipoti non è un diritto di frequentazione paragonabile a quello dei genitori e non deve necessariamente essere regolato con tempi e modalità precise. Inoltre, cede di fronte a un diritto superiore del minore: quello di crescere in un ambiente sereno e privo di conflitti. In alcuni casi questo obiettivo si raggiunge proprio escludendo la presenza dei nonni.



