Il genitore che abbandona il figlio può essere condannato al risarcimento. Con la pronuncia n. 27139 del 6 ottobre 2022, la I sezione civile della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una madre. La donna aveva chiesto il risarcimento dei danni per illecito endofamiliare al padre di suo figlio, perché l’uomo aveva frequentato pochissimo il bambino fino ai diciotto mesi.
Che cos’è l’illecito endofamiliare?
Con l’espressione “illecito endofamiliare” si indicano tutte le violazioni che avvengono all’interno del nucleo familiare. Sono i torti commessi da un componente della famiglia nei confronti di uno o più altri componenti.
Padre assente: la causa promossa dalla madre
Nel caso esaminato dalla Cassazione, una madre aveva fatto causa al padre di suo figlio. Chiedeva che fosse condannato a risarcire il danno non patrimoniale causato dal progressivo abbandono del bambino e dalla trascuratezza verso i doveri di genitore.
Il Tribunale di Torino aveva respinto la domanda. La donna aveva allora presentato appello nei termini. Lamentava che non fossero state ammesse le prove con cui voleva dimostrare l’illecito, cioè la privazione della figura paterna subita per anni dal figlio.
Anche la Corte d’Appello di Torino aveva respinto l’appello. Era pacifico che il padre avesse frequentato poco il figlio fino ai diciotto mesi, avendo deciso di dare priorità alla sua famiglia, composta da cinque figli. Secondo i giudici, però, non era emersa la prova che l’abbandono avesse causato al bambino un danno concreto nel suo percorso di crescita, a scuola e in famiglia. La Corte aveva considerato anche un altro elemento: i contatti con il padre erano stati minimi e limitati a un breve periodo, tanto che il bambino non poteva conservarne un ricordo cosciente.
La donna si era quindi rivolta alla Cassazione. Sosteneva che la Corte d’Appello avesse negato l’illecito endofamiliare nonostante la chiara violazione dei diritti fondamentali del minore. Questi diritti sono sanciti dalla Costituzione, dalle carte internazionali sui diritti del fanciullo, dal Trattato UE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Secondo la madre, il solo fatto che il padre avesse abbandonato il figlio dopo pochi mesi di vita, disinteressandosene del tutto, ledeva i diritti fondamentali del minore tutelati da queste norme internazionali ed europee. La Cassazione ha condiviso la posizione della ricorrente.
Perché il genitore assente deve risarcire
La Corte ha ricordato un principio di diritto. Il disinteresse di un genitore verso un figlio nato fuori dal matrimonio (un tempo detto «naturale») viola gli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione. Lede inoltre i diritti che nascono dal rapporto di filiazione, riconosciuti e tutelati con forza dagli articoli 2 e 30 della Costituzione e dalle norme internazionali recepite nel nostro ordinamento.
Questa condotta può quindi costituire un illecito civile. Il figlio può agire, ai sensi dell’art. 2059 c.c., con un’autonoma azione di risarcimento dei danni non patrimoniali subiti.
La Cassazione ha quindi accolto il ricorso e annullato la sentenza impugnata. Ha rinviato la causa alla Corte d’appello di Torino, in diversa composizione, che dovrà decidere anche sulle spese del giudizio di legittimità.



