Guida dopo aver assunto droghe: cosa ha deciso la Consulta

Con la sentenza n. 10 del 2026 la Consulta conferma il nuovo art. 187 del Codice della strada, ma lo limita ai casi in cui l’assunzione crea un pericolo concreto.

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Guida dopo aver assunto droghe: cosa ha deciso la Consulta

Guidare dopo aver assunto sostanze stupefacenti resta reato anche senza la prova di uno stato di alterazione, ma solo se nei liquidi corporei del conducente si trovano quantità idonee ad alterare la guida: lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 10 del 2026, depositata il 29 gennaio 2026, che ha respinto i dubbi di legittimità sull’articolo 187 del Codice della strada come riscritto dalla legge 25 novembre 2024, n. 177.

La decisione interessa chiunque guidi. Letta alla lettera, la versione del 2024 sembrava punire anche chi avesse assunto una sostanza giorni o settimane prima del controllo. La Corte ha indicato come va interpretata la norma, e questo pesa sui controlli su strada e sui processi in corso.

In breve

  • Dal 14 dicembre 2024 l’art. 187 del Codice della strada punisce chi guida «dopo aver assunto» stupefacenti: non è più richiesto lo stato di alterazione psico-fisica.
  • Con la sentenza n. 10/2026 la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni sollevate, imponendo però un’interpretazione restrittiva.
  • Occorre accertare nei liquidi corporei quantità di sostanza che, secondo le conoscenze scientifiche, siano idonee ad alterare la guida di un assuntore medio.
  • Le pene restano severe: ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da sei mesi a un anno, sospensione della patente da uno a due anni.

Cosa cambia

Fino al 2024 l’articolo 187 puniva chi guidava «in stato di alterazione psico-fisica» dopo aver assunto stupefacenti. La legge 177/2024 ha eliminato questo requisito, perché nella pratica era difficile da provare: il testo oggi punisce semplicemente chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope.

Tre giudici di merito avevano sollevato dubbi di costituzionalità. A loro avviso la nuova formula avrebbe consentito di punire anche un’assunzione avvenuta molto tempo prima, senza alcun pericolo per la circolazione, con risultati irragionevoli e sproporzionati e con una disparità rispetto alla guida in stato di ebbrezza, per la quale la legge fissa soglie di tasso alcolemico.

La Corte non ha accolto le censure, ma ha chiesto un’interpretazione restrittiva, fondata sui principi di proporzionalità e di offensività, oltre che sullo scopo della legge. In base alla sentenza:

  • non serve più dimostrare che il conducente fosse effettivamente alterato mentre guidava;
  • serve però accertare, con le consuete analisi tossicologiche, la presenza di sostanze che per qualità e quantità, secondo le conoscenze scientifiche attuali, siano generalmente idonee ad alterare le capacità di guida di un assuntore medio;
  • la norma riguarda quindi un’assunzione ancora in grado di produrre effetti, non un consumo lontano nel tempo.

La Corte non ha fissato soglie numeriche per le singole sostanze: rinvia alle conoscenze scientifiche e agli accertamenti tossicologici, che i giudici dovranno valutare caso per caso.

Chi riguarda

La decisione riguarda tutti i conducenti e, in particolare, chi viene sottoposto a controllo e risulta positivo. Le sanzioni sono aumentate da un terzo alla metà per i conducenti indicati dall’art. 186-bis del Codice della strada, tra cui chi ha meno di 21 anni, i neopatentati nei primi tre anni e chi trasporta persone o cose per professione. Per chi guida mezzi pesanti o autobus, e in caso di recidiva nel triennio, la patente è sempre revocata.

Se il conducente provoca un incidente le pene sono raddoppiate e la patente è sempre revocata. Con la condanna, anche patteggiata, è disposta la confisca del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea al reato. Nei casi senza incidente, se l’imputato non si oppone, la pena può essere sostituita con il lavoro di pubblica utilità.

Chi rimane ferito in un sinistro causato da un conducente positivo ha diritto al risarcimento secondo le regole ordinarie: sul punto si può leggere la guida su come ottenere il risarcimento dall’assicurazione.

Da quando

Il nuovo testo dell’articolo 187 è in vigore dal 14 dicembre 2024, data di entrata in vigore della legge 177/2024. La sentenza della Corte costituzionale è stata depositata il 29 gennaio 2026. Si tratta di una pronuncia interpretativa di rigetto: la norma resta in vigore, ma va applicata nel senso indicato dalla Corte, anche nei procedimenti ancora aperti per fatti successivi al dicembre 2024.

Cosa fare adesso

Chi viene fermato per un controllo deve sapere come si svolgono gli accertamenti e quali sono le conseguenze immediate:

  1. Test preliminare: la polizia può eseguire prove non invasive con apparecchi portatili. Se l’esito è positivo, o se c’è un ragionevole motivo di sospetto, può seguire il prelievo di un campione di saliva, analizzato da laboratori certificati, oppure l’accompagnamento in una struttura sanitaria per il prelievo di liquidi biologici.
  2. Rifiuto: rifiutare gli accertamenti è punito con le stesse sanzioni previste per il rifiuto dell’alcoltest (art. 187, comma 8).
  3. Ritiro della patente: se il test preliminare è positivo e l’esito delle analisi non è immediato, la patente può essere ritirata fino al risultato e comunque per non più di dieci giorni.
  4. Provvedimenti del Prefetto: sulla base dell’esito positivo il Prefetto dispone la visita medica di revisione entro sessanta giorni e sospende la patente in via cautelare fino al suo esito.
  5. Documentazione: conviene chiedere copia dei verbali e dei referti e annotare orari e circostanze, perché il tempo trascorso tra assunzione, guida e prelievo è centrale dopo la sentenza.

Per affrontare il procedimento è utile un confronto tempestivo con un legale. Chi ha un reddito basso può chiedere il patrocinio a spese dello Stato; per orientarsi sui costi si può consultare la guida su quanto costa un avvocato. Per una valutazione della vostra situazione, anche per i profili legati alla patente e al risarcimento, potete rivolgervi allo Studio Legale Di Carlo a Palermo e Mussomeli attraverso la pagina sedi e contatti.

Fonti

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

Un articolo offre un orientamento generale. Per sapere come le norme si applicano alla tua situazione, lo studio esamina fatti e documenti e ti indica le strade percorribili, con tempi e costi.