Organizzare un matrimonio, o un’altra festa importante, richiede molte scelte: il locale, gli abiti e, tra le più importanti, il fotografo professionista che realizzerà l’album. Ma cosa succede se l’album di matrimonio non viene realizzato per colpa del fotografo?
Può capitare che il fotografo, dopo il servizio, non consegni l’album tanto atteso, magari sostenendo di aver perso tutte le foto. Gli sposi hanno diritto al risarcimento dei danni?
Danno patrimoniale e non patrimoniale: le differenze
Per rispondere bisogna distinguere i tipi di danno che la legge considera risarcibili. Le categorie sono due:
- il danno patrimoniale è la conseguenza economica diretta di un comportamento illecito. Può consistere in una perdita subita, detta danno emergente (ad esempio i danni di un incidente stradale), o in un mancato guadagno, detto lucro cessante. Si chiama “patrimoniale” perché impoverisce economicamente chi lo subisce;
- il danno non patrimoniale deriva dalla lesione di un bene non economico, come l’integrità psicofisica, la qualità della vita o la serenità interiore. Comprende il danno biologico o alla salute (la lesione dell’integrità psicofisica), il danno morale (la sofferenza interiore provocata dall’evento) e il peggioramento delle abitudini di vita, un tempo chiamato danno esistenziale. Per le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 26972 dell’11 novembre 2008) non si tratta di categorie autonome, ma di aspetti di un unico danno non patrimoniale, che il giudice valuta nel suo complesso.
Il danno non patrimoniale si può risarcire solo nei casi previsti dalla legge (art. 2059 del codice civile), cioè:
- quando è stato commesso un reato;
- quando una norma di legge lo prevede espressamente;
- quando è stato violato un diritto inviolabile della persona riconosciuto dalla Costituzione, come il diritto alla salute.
Fuori da questi casi, i piccoli fastidi della vita quotidiana non danno diritto al risarcimento del danno non patrimoniale.
Il “diritto alla memoria” degli sposi
Occorre quindi capire se il matrimonio, evento irripetibile, eccezionale e fondamentale nella vita di una persona, tocchi un diritto inviolabile. Solo in questo caso gli sposi potrebbero ottenere il risarcimento anche del danno morale.
Con una pronuncia del 2017 il Tribunale di Torre Annunziata aveva riconosciuto che esiste un diritto alla memoria, da tutelare quando il fotografo sbaglia il servizio o perde le foto. Il Tribunale aveva però precisato che bisogna valutare caso per caso. Contano la gravità della colpa e l’evento per cui il fotografo era stato incaricato. E chi chiede il risarcimento deve comunque provare il danno subito.
Del resto, la giurisprudenza ha più volte riconosciuto un danno quando viene rovinata una «occasione irripetibile». È il caso degli sposi in viaggio di nozze vittime di un tour operator poco onesto, o del giovane che si affida a un pessimo ristoratore per la propria festa di laurea. Lo stesso principio vale per l’album di nozze.
Cosa ha deciso la Cassazione
In seguito, però, la Corte di Cassazione ha affermato l’esatto contrario e ha escluso il risarcimento per la lesione del “diritto alla memoria” dovuta alla perdita delle fotografie. Secondo la Corte, il “diritto alla memoria” non esiste nel nostro ordinamento. Sarebbe un danno non patrimoniale, ma nessuna norma della Costituzione tutela questa situazione. Per questo non va risarcito.
Per la Cassazione, quindi, al fotografo che non consegna l’album di nozze si può chiedere solo il risarcimento del danno patrimoniale. Non si può chiedere, invece, il risarcimento del danno morale per la perdita delle foto.
Il contrasto tra Cassazione e Tribunale non significa che gli sposi siano privi di tutela. La giurisprudenza cambia nel tempo e ogni situazione va valutata caso per caso.



