La perdita del lavoro, i ritardi nei pagamenti, le scadenze, le spese familiari: in certi periodi le difficoltà economiche sembrano insormontabili e non si sa a chi rivolgersi. Non tutti sanno, però, che la legge prevede un aiuto. A determinate condizioni, i familiari più stretti sono obbligati per legge a sostenere economicamente il parente in difficoltà, versandogli gli alimenti.
Gli alimenti sono un aiuto economico destinato a coprire le necessità essenziali di chi si trova in stato di bisogno. Spesso chi è in difficoltà si rivolge a un fratello o a una sorella. Viene allora da chiedersi: il diritto agli alimenti spetta anche tra fratelli? La risposta sembra affermativa.
Cosa prevede l’art. 433 del codice civile
L’art. 433 c.c. elenca le persone obbligate a prestare gli alimenti al familiare in stato di bisogno. Tra queste ci sono anche i fratelli. Questo è il testo della norma: “All’obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell’ordine:
- il coniuge;
- i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
- i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;
- i generi e le nuore;
- il suocero e la suocera;
- i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali”.
I fratelli e le sorelle possono essere germani, cioè figli degli stessi genitori, oppure unilaterali, cioè con un solo genitore in comune. I primi sono obbligati prima dei secondi.
Nell’ordine degli obbligati rientrano anche le unioni civili e le convivenze di fatto. La parte dell’unione civile è tenuta agli alimenti come il coniuge (legge n. 76/2016, art. 1, comma 19). L’ex convivente di fatto, se la convivenza è cessata e l’altro versa in stato di bisogno, è tenuto agli alimenti per un periodo proporzionale alla durata della convivenza e con precedenza sui fratelli e sulle sorelle (art. 1, comma 65).
Tra fratelli e sorelle, inoltre, gli alimenti sono dovuti solo nella misura dello stretto necessario; se il richiedente è minorenne possono comprendere anche le spese per l’educazione e l’istruzione (art. 439 c.c.).
Quali condizioni servono per chiedere gli alimenti?
Per chiedere gli alimenti a un fratello bisogna dimostrare alcuni presupposti, non sempre facili da provare:
- lo stato di bisogno: chi chiede gli alimenti non deve essere in grado di sostenere le spese per il vitto, l’alloggio e le medicine. Si pensi a una persona diventata invalida, che non può più lavorare né procurarsi altri redditi;
- l’assenza di familiari più vicini oppure, se ci sono, la loro impossibilità economica di aiutare chi è in difficoltà.
In quale ordine vanno chiesti gli alimenti?
Il secondo requisito merita un approfondimento. La legge stabilisce un preciso ordine di obbligati. La richiesta di alimenti va rivolta:
- al coniuge;
- in sua mancanza, ai figli;
- in loro mancanza, ai nipoti;
- in loro mancanza, ai genitori e, in mancanza di questi, agli altri ascendenti (per esempio i nonni) e agli adottanti;
- in loro mancanza, ai generi e alle nuore;
- in loro mancanza, al suocero e alla suocera;
- in loro mancanza, ai fratelli e alle sorelle (germani o unilaterali).
Chi chiede gli alimenti a un obbligato che viene dopo nell’elenco (ad esempio ai figli) deve dimostrare che gli obbligati precedenti (ad esempio il coniuge) non sono in grado, in tutto o in parte, di adempiere al loro obbligo.
Per ottenere gli alimenti da un fratello, quindi, bisogna trovarsi in tutte queste condizioni:
- non essere sposati, oppure avere un coniuge a sua volta incapace di provvedere al mantenimento altrui;
- non avere figli, oppure avere figli senza un reddito sufficiente;
- avere i genitori (e gli altri ascendenti) defunti oppure, se ancora in vita, privi di mezzi economici;
- non avere generi o nuore oppure, se ci sono, privi di mezzi economici;
- non avere suocero e/o suocera oppure, se ci sono, privi di mezzi economici;
- non avere un ex convivente di fatto tenuto agli alimenti oppure, se c’è, che sia privo di mezzi economici.
La causa contro il fratello e la prova del reddito
Verificati questi requisiti, si può fare causa al fratello per ottenere gli alimenti. Il fratello, però, potrebbe difendersi sostenendo di non avere a sua volta i mezzi economici per pagare.
Per superare questo ostacolo è utile procurarsi, meglio se prima della causa, la sua dichiarazione dei redditi o la Certificazione Unica (CU), che dal 2015 ha sostituito il vecchio CUD e attesta i redditi percepiti.
Su questo punto il TAR Sardegna, con la sentenza n. 492/2018, ha stabilito che si può accedere agli atti fiscali di un contribuente se serve per far valere in tribunale i propri diritti patrimoniali o personali. L’articolo 24 della Costituzione garantisce infatti a tutti il diritto di difendersi. E questo diritto prevale sulla privacy altrui.
Ne consegue che l’Agenzia delle Entrate e l’Inps devono fornire copia, rispettivamente, della dichiarazione dei redditi e del C.U. del familiare, in questo caso il fratello, sospettato di avere un tenore di vita più alto e di poter quindi versare gli alimenti. La regola vale anche per la certificazione contributiva e previdenziale. Questo documento attesta in modo immediato e certo i redditi percepiti, che compariranno nella dichiarazione dei redditi solo dopo la scadenza del termine per presentarla.



