Che cosa sono gli offendicula e quando si possono usare? Con questo termine latino si indica qualsiasi mezzo che protegge una proprietà privata e può ferire chi tenta di entrarvi illecitamente. Sono offendicula, per esempio, il filo spinato, i cocci di vetro sui muri di cinta, le inferriate a punta, le recinzioni elettrificate e gli animali addestrati.
Quando sono legittimi gli offendicula?
L’art. 832 del codice civile riconosce al proprietario il diritto di godere e disporre dei propri beni in modo pieno ed esclusivo. Deve però rispettare i limiti e gli obblighi stabiliti dalla legge.
Gli offendicula trovano fondamento nell’art. 51 del codice penale. Secondo questa norma, l’esercizio di un diritto, compreso il diritto di proprietà, esclude la punibilità. Chi adotta accorgimenti per difendere la propria proprietà, quindi, non può essere punito.
Questo vale però solo a determinate condizioni:
- proporzionalità dell’offesa rispetto al bene difeso, che viene valutata dal giudice;
- capacità di ferire non eccessiva: i mezzi non devono essere particolarmente pericolosi né poter causare la morte di chi tenta di violare la proprietà;
- pericoli visibili o ben segnalati: chi tenta di entrare deve poter conoscere il rischio a cui si espone.
Filo spinato, cocci di vetro e cani: come segnalarli
Vediamo quali mezzi di protezione sono leciti e come vanno usati e segnalati per evitare problemi.
Il filo spinato, i cocci di vetro e le inferriate a punta sono considerati mezzi facilmente riconoscibili. Per questo non servono cartelli di avviso. Bisogna però collocarli in punti visibili. I cocci di vetro su un muro di cinta, per esempio, devono essere ben visibili dall’esterno, da terra. Lo stesso vale per il filo spinato e le inferriate. Sono invece illegali le trappole nascoste, per esempio sotto uno strato di foglie, perché non sono riconoscibili né segnalate.
Anche gli animali addestrati, come i cani da guardia, vanno segnalati con il classico cartello Attenti al cane. Per sicurezza, di notte il cartello dovrebbe essere illuminato.
La stessa segnalazione è necessaria per le recinzioni elettrificate, che comunque non devono essere troppo pericolose né poter causare la morte di chi tenta di entrare. Vale anche per i sistemi di allarme automatici: per questi offendicula sarebbe opportuno aggiungere al cartello una breve spiegazione del loro funzionamento. Non sono invece leciti, neppure se segnalati, i mezzi capaci di provocare lesioni gravi o la morte, come l’emissione di gas tossici: il cartello non basta a renderli proporzionati.
Se si ferisce un bambino, chi risponde?
Offendicula come i cocci di vetro o il filo spinato hanno fatto discutere soprattutto quando a ferirsi è un minore. È il classico caso del bambino che scavalca il muro di cinta del vicino per recuperare un pallone e si ferisce con i cocci di vetro. Il bambino, ovviamente, non intendeva violare la proprietà altrui.
Anche in questo caso vale l’art. 51 del codice penale: se i cocci sono visibili e proporzionati, l’esercizio di un diritto esclude la punibilità del vicino. La norma penale, però, non chiude la questione del risarcimento. Sul piano civile il proprietario può essere chiamato a risarcire il danno (artt. 2043 e 2051 del codice civile) se il mezzo non era visibile, era sproporzionato o era particolarmente pericoloso, soprattutto in un luogo frequentato da bambini. Se invece il mezzo di difesa rispettava tutte le condizioni viste sopra, di regola non risponde.
In questi casi la responsabilità può ricadere, in tutto o in parte, sui genitori del bambino, per due motivi. Il primo è la mancata vigilanza: non hanno controllato con attenzione il figlio. Il secondo è il difetto di educazione: non gli hanno insegnato che non si entra nella proprietà del vicino senza il suo permesso.



