In Sicilia, come nel resto d’Italia, dei danni causati da un animale selvatico sulla strada risponde di regola la Regione, in base all’art. 2052 del codice civile, la norma sulla responsabilità per i danni cagionati da animali. È l’orientamento della Cassazione dal 2020, ormai consolidato, che però chiede al conducente di dimostrare con precisione come è avvenuto l’incidente.
Vediamo perché paga la Regione, cosa bisogna provare, cosa fare subito dopo l’urto, quando può rispondere anche il gestore della strada e quali sono i tempi per chiedere il risarcimento.
In breve
- Dei danni causati dalla fauna selvatica risponde la Regione, che la gestisce, in base all’art. 2052 c.c.; può liberarsi solo provando il caso fortuito.
- Il conducente deve provare la dinamica dell’incidente, il ruolo dell’animale selvatico e di aver guidato con ogni prudenza.
- ANAS, ex Province e Comuni possono rispondere, a titolo diverso, solo per carenze della strada, come recinzioni o segnaletica (art. 2051 c.c.).
- La prescrizione è di cinque anni o, se si applica la regola dei danni da circolazione dei veicoli, di due (art. 2947 c.c.): per prudenza conviene agire entro il termine più breve.
Perché risponde la Regione?
La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato (art. 1 della legge 157/1992), ma la sua tutela, gestione e controllo spettano alle Regioni. In Sicilia se ne occupa l’Assessorato regionale dell’agricoltura, tramite il Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale. All’inizio del 2025 la Regione ha adottato un piano straordinario di gestione della fauna selvatica per il periodo 2025-2029, che indica l’espansione dei cinghiali e dei loro ibridi tra i problemi principali, anche per la sicurezza stradale.
Fino al 2020 si applicava la regola generale dell’art. 2043 c.c. e il danneggiato doveva dimostrare una colpa dell’ente. Poi la Cassazione ha cambiato orientamento: oggi si applica l’art. 2052 c.c., secondo cui il proprietario di un animale, o chi se ne serve, risponde dei danni che causa salvo che provi il caso fortuito.
La richiesta va quindi rivolta alla Regione, anche se in concreto la gestione di quell’area era affidata ad altri enti: sarà eventualmente la Regione a rivalersi su di loro. Il caso fortuito ricorre quando il comportamento dell’animale era imprevedibile e inevitabile anche con le più adeguate misure di gestione e controllo della fauna.
Cosa deve dimostrare chi ha subito l’incidente?
La responsabilità della Regione non è automatica. Secondo la Cassazione, chi chiede il risarcimento deve provare:
- la dinamica: dove, quando e come è avvenuto l’incidente;
- il ruolo dell’animale: che il danno è stato causato proprio da un animale selvatico, di solito con l’urto; una manovra di emergenza senza contatto è possibile ma molto più difficile da dimostrare;
- la condotta di guida: di aver adottato ogni opportuna cautela, con velocità adeguata e attenzione ai cartelli di pericolo.
L’ultimo punto è spesso decisivo, perché su chi guida grava la presunzione di colpa prevista per la circolazione dei veicoli (art. 2054 c.c.). La prudenza richiesta è maggiore dove la presenza di animali è segnalata o comunque nota, come su molte strade dei Nebrodi e delle Madonie, soprattutto di notte.
Se l’animale non è selvatico ma appartiene a qualcuno, per esempio un bovino o un maiale fuggito da un allevamento, risponde il proprietario o chi lo ha in uso, sempre in base all’art. 2052 c.c. Per i cani randagi valgono regole diverse, da valutare caso per caso.
Cosa fare subito dopo l’incidente?
- Fermati e metti in sicurezza te stesso e gli altri: il codice della strada impone di fermarsi e di attivare i soccorsi anche per gli animali protetti feriti (art. 189, comma 9-bis).
- Chiama le forze dell’ordine (Polizia stradale, Carabinieri o Polizia locale): il loro verbale è la prova più solida.
- Fotografa il luogo, l’animale, i danni al veicolo, la segnaletica presente o assente e le condizioni della strada.
- Non portare via l’animale: appartiene al patrimonio dello Stato e se ne devono occupare le autorità.
- Raccogli i nomi dei testimoni e conserva referti, preventivi e fatture di riparazione.
- Invia la richiesta di risarcimento alla Regione via PEC, allegando tutta la documentazione.
Se ci sono lesioni, il danno alla persona si valuta con criteri medico-legali: per una prima stima puoi usare il nostro calcolo del danno biologico. Gli aspetti generali sono spiegati nella guida su come ottenere il risarcimento dopo un incidente stradale.
Può rispondere anche ANAS, l’ex Provincia o il Comune?
Di norma il gestore della strada non risponde per il solo fatto che un animale selvatico l’abbia attraversata. Può però essere chiamato in causa, a titolo diverso, per i danni causati da cose in custodia (art. 2051 c.c.), quando il problema riguarda la strada.
È il caso, per esempio, di un’autostrada con la recinzione danneggiata o di un tratto noto per l’attraversamento di animali privo del cartello di pericolo. In Sicilia le strade statali e alcune autostrade sono gestite da ANAS, altre autostrade dal Consorzio per le Autostrade Siciliane, le ex strade provinciali dai Liberi Consorzi comunali e dalle Città metropolitane, le strade urbane dai Comuni. Sono valutazioni da fare caso per caso, come per i danni da buca stradale.
Entro quanto tempo e come si chiede il risarcimento?
Il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito si prescrive in cinque anni, ma per i danni prodotti dalla circolazione dei veicoli il termine è di due anni (art. 2947 c.c.), e non è pacifico quale dei due valga quando si agisce contro la Regione. Per prudenza conviene regolarsi sul termine più breve e interrompere subito la prescrizione con una richiesta scritta.
Se la Regione non risponde o respinge la richiesta, prima della causa è di regola necessario un tentativo di negoziazione assistita tra avvocati, obbligatorio per le domande di pagamento fino a 50.000 euro e per i danni da circolazione (art. 3 del decreto-legge 132/2014). In mancanza di accordo si agisce davanti al Giudice di pace o al Tribunale, secondo il valore.
Chi ha una polizza auto con la garanzia per l’urto con animali selvatici può anche rivolgersi alla propria compagnia, nei limiti del contratto. La sola assicurazione obbligatoria di responsabilità civile, invece, non copre i danni al proprio veicolo.
Domande frequenti
Ho investito un cinghiale di notte: la Regione paga sempre?
No. Devi dimostrare la dinamica, il ruolo dell’animale e una guida prudente, valutata con più rigore di notte e nelle zone con cartelli di pericolo. La Regione può evitare il risarcimento provando il caso fortuito.
Se non ho chiamato le forze dell’ordine posso chiedere il risarcimento?
Sì, ma la prova diventa più difficile. Bisognerà ricostruire l’incidente con foto, testimoni, perizie sul veicolo ed eventuali referti raccolti subito dopo.
Devo fare causa anche all’ente che gestisce la strada?
Solo se ci sono carenze della strada, come una recinzione rotta o la mancanza di segnaletica in un tratto a rischio. Negli altri casi il soggetto da chiamare in causa è la Regione.
In questi incidenti la raccolta delle prove nelle prime ore fa spesso la differenza. Se hai avuto un incidente con un animale selvatico, puoi contattare lo studio a Palermo o a Mussomeli per una valutazione della documentazione e dei termini.



