Interessi legali e moratori tra privati: differenze e tasso 2026

Interessi legali e moratori nei debiti tra privati: tasso legale 2026 all’1,60%, quando scatta la mora, un esempio di calcolo, anatocismo, prescrizione e cosa cambia con la causa.

Aggiornato il

5 min di lettura

Interessi legali e moratori tra privati: differenze e tasso 2026

Gli interessi legali sono il compenso che la legge riconosce a chi ha diritto a una somma di denaro certa e scaduta; gli interessi moratori sono il risarcimento dovuto per il ritardo nel pagamento. Tra privati, se non c’è un accordo scritto diverso, entrambi si calcolano al tasso legale, che dal 1° gennaio 2026 è dell’1,60% annuo (D.M. 10 dicembre 2025).

Questa guida riguarda i debiti tra privati e con i consumatori. Nei rapporti tra imprese, o tra imprese e pubblica amministrazione, valgono regole diverse e tassi più alti, spiegati nella guida sui ritardi di pagamento tra imprese.

In breve

  • I crediti in denaro liquidi ed esigibili producono interessi di pieno diritto (art. 1282 c.c.), al tasso legale fissato ogni anno dal Ministro dell’economia (art. 1284 c.c.).
  • Per il 2026 il tasso legale è dell’1,60% annuo (D.M. 10 dicembre 2025, Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025).
  • Dal giorno della mora il debitore deve gli interessi moratori anche se il creditore non prova alcun danno (art. 1224 c.c.).
  • Dalla domanda giudiziale, salvo patto diverso, si applica il tasso più alto previsto per i ritardi nelle transazioni commerciali (art. 1284, quarto comma, c.c.).

Cosa sono gli interessi legali?

Sono i «frutti civili» del denaro: chi ha diritto a una somma e non la riceve ne perde il godimento, e la legge lo compensa. Un credito produce interessi di pieno diritto quando è liquido, cioè determinato nell’importo, ed esigibile, cioè scaduto e non sottoposto a condizioni (art. 1282 c.c.).

La misura è fissata dall’art. 1284 c.c. e aggiornata ogni anno con decreto del Ministro dell’economia, in base al rendimento dei titoli di Stato e all’inflazione. Per il 2026 è dell’1,60%; poiché negli ultimi anni è cambiata spesso, ogni periodo si calcola con il tasso dell’anno corrispondente. Le parti possono pattuire interessi più alti, ma solo per iscritto; altrimenti sono dovuti nella misura legale. In ogni caso non possono superare le soglie antiusura.

Cosa sono gli interessi moratori e da quando decorrono?

La mora è il ritardo imputabile al debitore. Nei debiti di denaro, dal giorno della mora sono dovuti gli interessi legali anche se prima non erano dovuti e anche se il creditore non prova di aver subito un danno; se prima della mora si pagavano interessi più alti, i moratori sono dovuti nella stessa misura (art. 1224 c.c.). Chi dimostra un danno maggiore, per esempio il costo di un prestito chiesto per far fronte al mancato pagamento, può chiederne il risarcimento, salvo che sia stata pattuita la misura degli interessi di mora.

La mora di regola nasce con una richiesta scritta di pagamento (art. 1219 c.c.). Non serve quando il debito deriva da un fatto illecito, quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler pagare, oppure quando è scaduto il termine e il pagamento andava fatto al domicilio del creditore, come accade di regola per i debiti di denaro (art. 1182 c.c.): in questi casi il ritardo decorre dalla scadenza.

Come si calcolano? Un esempio

La formula è semplice: capitale per tasso annuo per giorni di ritardo, diviso 365. Su un debito di 10.000 euro scaduto da 180 giorni nel 2026, al tasso dell’1,60%, gli interessi sono circa 78,90 euro. Se il ritardo attraversa più anni, a ogni periodo si applica il tasso del relativo anno.

Tutto cambia se il creditore fa causa. Dal momento della domanda giudiziale, se le parti non hanno fissato un tasso, gli interessi si calcolano al tasso previsto per i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (art. 1284, quarto comma, c.c.), pari al tasso di riferimento della Banca centrale europea maggiorato di otto punti. È un incentivo a pagare prima della lite.

Si pagano interessi sugli interessi?

Di regola no. L’anatocismo, cioè la produzione di interessi su interessi già scaduti, è ammesso solo dalla domanda giudiziale o per un accordo successivo alla scadenza, e soltanto per interessi dovuti da almeno sei mesi (art. 1283 c.c.). Nei rapporti con le banche vale una disciplina speciale (art. 120 del Testo unico bancario). Attenzione ai tempi: il diritto agli interessi si prescrive in cinque anni (art. 2948 c.c.).

Come chiedere gli interessi al debitore?

  1. Invia una diffida scritta, con PEC o raccomandata, indicando capitale, scadenza e interessi maturati: costituisce in mora il debitore e interrompe la prescrizione.
  2. Tieni un conteggio degli interessi per periodo, con il tasso di ogni anno.
  3. Valuta il decreto ingiuntivo, se hai una prova scritta del credito: come funziona è spiegato nella guida sul decreto ingiuntivo.

Il percorso completo, dalla diffida al pignoramento, è descritto nella guida sul recupero crediti.

Domande frequenti

Il tasso legale del 2026 vale anche per i debiti sorti prima?

Vale per gli interessi che maturano nel 2026. Per gli anni precedenti si applica il tasso in vigore in ciascun anno, per cui un debito datato va calcolato per periodi.

Si possono pattuire interessi di mora più alti del tasso legale?

Sì, per iscritto e nel rispetto delle soglie antiusura, che per le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 19597/2020) valgono anche per gli interessi di mora. Nei contratti con i consumatori, una penale o un tasso di mora di importo manifestamente eccessivo si presumono vessatori (art. 33 Codice del consumo).

Il deposito cauzionale dell’affitto produce interessi?

Sì: gli interessi legali maturano a favore dell’inquilino e vanno corrisposti alla fine di ogni anno, come spiegato nella guida sul deposito cauzionale.

Il calcolo degli interessi dipende da date, accordi e comunicazioni intercorse. Per una verifica del vostro credito, o di quanto vi viene richiesto, potete rivolgervi allo Studio nelle sedi di Palermo e Mussomeli indicate nella pagina sedi e contatti.

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

Un articolo offre un orientamento generale. Per sapere come le norme si applicano alla tua situazione, lo studio esamina fatti e documenti e ti indica le strade percorribili, con tempi e costi.