Danni provocati dal maltempo: è possibile il risarcimento?

Cosa copre la polizza contro gli eventi atmosferici e quando, senza assicurazione, si può chiedere al Comune il risarcimento per l’auto danneggiata da alberi o allagamenti.

Aggiornato il

4 min di lettura

Danni provocati dal maltempo: è possibile il risarcimento?

In inverno capita spesso che le auto in sosta vengano danneggiate dal maltempo: un’alluvione, una violenta grandinata, un albero sradicato dal vento. Per i danni provocati dal maltempo è possibile ottenere un risarcimento? Dipende dalla situazione. I casi in cui un veicolo può essere danneggiato dal maltempo sono due:

  • il primo è il danno subito durante la marcia. L’esempio tipico è la grandinata improvvisa o la pioggia torrenziale che in pochi minuti allaga i sottopassaggi e rovina carrozzeria e vetri
  • il secondo è il danno che l’auto subisce quando il maltempo è passato da un po’, ma ne restano le conseguenze. Si pensi alle buche stradali causate dalle forti piogge o agli alberi colpiti dal temporale, spezzati ma non abbattuti, rimasti pericolanti.

Le due situazioni sono diverse e vanno gestite in modo diverso.

Cosa copre l’assicurazione contro il maltempo?

La strada più semplice per ottenere il risarcimento è avere un’assicurazione specifica contro i danni da maltempo. Si tratta di una garanzia accessoria, cioè di una polizza facoltativa. Si può abbinare all’assicurazione obbligatoria sulla responsabilità civile, la RC Auto.

Di solito le compagnie coprono i danni causati da:

  • grandine
  • trombe d’aria
  • tempeste
  • uragani
  • frane o smottamenti di terreno
  • inondazioni
  • valanghe o slavine
  • alluvioni.

Conviene però controllare bene cosa offre la singola compagnia, perché nella polizza potrebbe mancare qualcuna di queste coperture. Restano esclusi i danni causati da terremoti o eruzioni vulcaniche: per questi serve un altro tipo di assicurazione.

Come ottenere il rimborso dall’assicurazione

Anche con la polizza, il rimborso non è scontato: dipende dalle condizioni del contratto. Molte polizze, per esempio, richiedono che l’evento sia documentato da un servizio meteorologico o che abbia colpito una pluralità di beni nella stessa zona. Sono clausole contrattuali, non regole di legge: vanno verificate nella propria polizza.

Verificate queste condizioni, si presenta la richiesta di rimborso alla propria compagnia. Spesso le compagnie chiedono di allegare una copia della denuncia dei danni presentata alle forze dell’ordine. Un perito della compagnia verifica i danni e stima il costo della riparazione. Se l’auto è completamente distrutta, l’assicurazione rimborsa il valore di mercato del veicolo al momento dell’evento.

Può anche succedere che l’assicurazione liquidi una somma inferiore a quella richiesta. In questo caso si può accettare la somma come acconto, senza firmare quietanze «a saldo». Per ottenere il resto bisogna prima tentare la mediazione, obbligatoria per le controversie sui contratti assicurativi (art. 5 del d.lgs. 28/2010). Se l’accordo non arriva, si può avviare una causa civile per far condannare l’assicurazione a pagare la differenza.

Quanto al costo della polizza, dipende soprattutto da due fattori: il valore dell’auto e la zona di residenza. Alcuni luoghi, infatti, sono più esposti di altri a eventi atmosferici violenti.

Senza assicurazione si può chiedere il risarcimento?

Senza un’assicurazione contro il maltempo, la situazione cambia. Se il danno all’auto dipende da un caso fortuito ed eccezionale, non c’è diritto al risarcimento.

Diverso è il caso in cui il danno dipende dalla mancata manutenzione di luoghi o cose. Pensiamo ai tombini che straripano o agli alberi che cadono perché nessuno se ne è preso cura. In questi casi si può chiedere il risarcimento in base all’art. 2051 c.c. (codice civile): “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.

Un esempio. Un albero è rimasto pericolante dopo l’ultimo temporale e il Comune non lo ha messo in sicurezza. Se l’albero cade e danneggia un’auto, il proprietario ha diritto al risarcimento.

Cosa deve dimostrare il Comune?

La Pubblica Amministrazione può però dimostrare che il danno deriva da un fatto imprevedibile e inevitabile, come una calamità naturale, o di straordinaria gravità. In questo caso il cittadino ottiene il risarcimento solo se prova che alla base dell’evento c’è una mancata manutenzione. Pensiamo all’alluvione che provoca danni perché gli argini del fiume erano trascurati. Oppure alla voragine che si apre in strada durante un temporale perché il terreno ha ceduto a causa di una rete fognaria mal tenuta.

In ogni caso è il Comune a dover provare di aver adottato tutte le misure necessarie per evitare danni ai cittadini. La Cassazione ha infatti posto l’onere della prova a carico dell’ente locale. Spetta al Comune dimostrare che l’evento atmosferico era imprevedibile e che il danno si sarebbe verificato comunque, anche con la manutenzione più attenta e puntuale.

In vista della richiesta di risarcimento, è utile girare video o scattare foto sul luogo del danno. Conviene anche raccogliere tutte le testimonianze possibili a sostegno delle proprie ragioni.

Assistenza legale

Ogni caso ha le sue particolarità

Un articolo offre un orientamento generale. Per sapere come le norme si applicano alla tua situazione, lo studio esamina fatti e documenti e ti indica le strade percorribili, con tempi e costi.