Assegno scoperto: come recuperare il credito?

Nei sei mesi successivi al termine di presentazione l’assegno scoperto consente precetto e pignoramento, poi serve un decreto ingiuntivo: i passaggi da seguire.

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Assegno scoperto: come recuperare il credito?

Chi riceve un assegno scoperto ha strumenti efficaci per recuperare il credito. L’assegno, infatti, è un titolo esecutivo: un documento che attesta ufficialmente l’esistenza di un credito.

I titoli esecutivi hanno la cosiddetta efficacia esecutiva. Se il debitore non paga, il creditore può agire subito contro di lui con l’esecuzione forzata, senza dover prima chiedere al giudice una condanna al pagamento.

Chi presenta un assegno in banca e scopre che sul conto non ci sono fondi sufficienti può quindi avviare un pignoramento contro il debitore che gli ha consegnato l’assegno “a vuoto”. L’azione basata sull’assegno, però, si prescrive in 6 mesi dalla scadenza del termine di presentazione (art. 75 della legge sull’assegno, r.d. n. 1736/1933). Il termine di presentazione è di 8 giorni dalla data di emissione se l’assegno è pagabile nello stesso Comune in cui è stato emesso, di 15 giorni se è pagabile in un altro Comune (art. 32). Trascorso questo periodo, l’assegno vale come prova scritta del credito e come promessa di pagamento del debitore. Ecco come deve muoversi il creditore nei due casi.

Assegno scoperto: come recuperare il credito nei primi 6 mesi

Nei sei mesi successivi alla scadenza del termine di presentazione, il recupero del credito è più rapido. Contro chi ha emesso l’assegno il portatore conserva i propri diritti anche se non è stato levato il protesto; il protesto, o la constatazione equivalente del mancato pagamento, serve invece per agire contro gli eventuali giranti (art. 45).

Appena scopre di aver ricevuto un assegno “senza provvista”, cioè senza copertura, il creditore dovrebbe contattare il debitore, anche da solo, e invitarlo a pagare. In alternativa può inviargli una lettera di diffida, cioè un invito formale a pagare quanto dovuto entro 7/15 giorni dal ricevimento. Nella lettera lo avverte che, se non paga, si rivolgerà a un avvocato.

Se il debitore continua a non pagare, il creditore, assistito dall’avvocato, deve notificargli l’atto di precetto. È l’atto con cui gli intima di pagare entro 10 giorni, pena l’esecuzione forzata. Se il debitore non paga nei 10 giorni, l’avvocato avvia il pignoramento entro 90 giorni dalla notifica del precetto.

Assegno scoperto: come recuperare il credito dopo i 6 mesi

Trascorso questo termine, la procedura è un po’ più lunga. L’azione basata sull’assegno si è prescritta e il titolo non permette più di avviare direttamente il pignoramento. Resta però una prova scritta del credito.

Il creditore, dopo aver chiesto inutilmente il pagamento, deve quindi rivolgersi al giudice tramite il proprio avvocato. Gli chiede un decreto ingiuntivo, cioè un ordine di pagamento, che va poi notificato al debitore. Il debitore ha 40 giorni dalla notifica per scegliere. Può pagare oppure, se ha già saldato il debito o ne contesta l’esistenza, fare opposizione e avviare così una causa civile.

Se il debitore non fa opposizione, il decreto ingiuntivo diventa definitivo e diventa a sua volta un titolo esecutivo. Si procede allora con la notifica dell’atto di precetto e poi con il pignoramento, come visto sopra.

Cosa pignorare a una persona che ha il conto corrente in rosso?

Con un’apposita procedura, anche telematica, si può verificare se il debitore è intestatario di auto, immobili, conti correnti, titoli di Stato, imbarcazioni e altri beni. Si può anche scoprire se riceve redditi da terzi.

Fatte le opportune valutazioni, si può procedere con un pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi. È il creditore, insieme al proprio avvocato, a scegliere quali beni pignorare.

Se il debitore non ha beni da pignorare

Se la ricerca telematica non individua beni aggredibili, nell’immediato non è possibile recuperare il credito. Si può però avviare il pignoramento in un secondo momento, quando la situazione economica del debitore sarà migliorata. Nel frattempo bisogna evitare che il credito cada in prescrizione, cioè che si estingua per il passare del tempo. Per farlo occorre inviare periodicamente una diffida di pagamento con raccomandata con ricevuta di ritorno o con pec.

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